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Feste popolari e competizioni sportive
L'Opera nazionale dopolavoro, oltre agli spettacoli e alle escursioni
domenicali, organizzava anche numerose feste popolari e competizioni
sportive. Oltre ai cortei e alle manifestazioni per la Befana fascista, il
Carnevale, la "Festa del grano" e la tradizionale "Festa dell'uva",
continuarono durante gli anni di guerra anche le iniziative legate allo
sport, a livello amatoriale e agonistico. Numerose erano le associazioni
sportive novaresi, tra cui la "Pro Novara", la "Voluntas", lo "Skating Club
novarese", la "Società sportiva novarese" e lo "Sport Club Bicocca".
Nonostante il tifo dei Novaresi, non erano più gli anni d'oro della "Novara
Calcio" e, nel 1942, anche la squadra di calcio "Sparta", fondata da Patti,
gareggiava in serie C.
Presso il nuovo Stadio Comunale del Littorio in via Alcarotti - che era
stato inaugurato il 21 aprile 1931 con la partecipazione della famosa
cantante francese, Josephine Baker, la "Venere Nera", allora impegnata a
Novara in uno spettacolo al "Coccia" - e presso la piscina comunale di via
Solferino, numerose furono le competizioni sportive organizzate in tempo di
guerra. Diffusissimi, oltre il calcio e il nuoto, erano il ciclismo, il
podismo, la ginnastica, l'atletica leggera, il pugilato e, a livello
popolare, il gioco delle bocce e il tiro alla fune.
Anche la valorizzazione dello sport e dell'attività fisica di giovani e
lavoratori - che, per certi versi, costituì un effettivo passo in avanti
nella cultura dell'educazione fisica in Italia - aveva comunque, nelle
intenzioni del regime, un risvolto politico e propagandistico. Era infatti
intesa come un mezzo per organizzare il consenso popolare e come uno
strumento per la difesa e l'igiene della razza, utile anche alla
preparazione premilitare dei giovani. In tal senso, va quindi interpretato
il grande spazio offerto, anche in tempo di guerra, alla cronaca delle
manifestazioni sportive sul foglio fascista "L'Italia giovane".
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