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Il manifesto di Verona
In materia costituzionale interna
1 – Sia convocata la Costituente, potere sovrano di origine popolare, che
dichiari la decadenza della Monarchia, condanni solennemente l’ultimo Re
traditore e fuggiasco, proclami la Repubblica Sociale e ne nomini il Capo.
2 – La Costituente sia composta dei rappresentanti di tutte le associazioni
sindacali e dì tutte le circoscrizioni amministrative, comprendendo i
rappresentanti delle province invase attraverso le delegazioni degli
sfollati e dei rifugiati sul suolo libero.
Comprenda altresì le rappresentanze dei combattenti; quelle dei prigionieri
di guerra, attraverso i rimpatriati per minorazione; quelle degli italiani
all’estero; quelle della Magistratura, delle Università e di ogni altro
Corpo o Istituto la cui partecipazione contribuisca a fare della Costituente
la sintesi di tutti i valori della Nazione.
3 – La Costituzione repubblicana dovrà assicurare al cittadino – soldato,
lavoratore e contribuente – il diritto di controllo e di responsabile
critica sugli atti della pubblica amministrazione.
Ogni cinque anni il cittadino sarà chiamato a pronunziarsi sulla nomina del
Capo della Repubblica.
Nessun cittadino, arrestato in flagrante, o fermato per misure preventive,
potrà essere trattenuto oltre i sette giorni senza un ordine della autorità
giudiziaria. Tranne il caso di flagranza, anche per perquisizioni
domiciliari occorrerà un ordine dell’autorità giudiziaria.
Nell’esercizio delle sue funzioni la Magistratura agirà con piena
indipendenza.
4 – La negativa esperienza elettorale già fatta dall’Italia e l’esperienza
parzialmente negativa di un metodo di nomina troppo rigidamente gerarchico
contribuiscono entrambe ad una soluzione che concili le opposte esigenze. Un
sistema misto (ad esempio, elezione popolare dei rappresentanti alla Camera
e nomina dei Ministri per parte del Capo della Repubblica e del Governo, e
nel Partito, elezione di Fascio salvo ratifica e nomina del Direttorio
nazionale per parte del Duce) sembra il più consigliabile.
5 – L’organizzazione a cui compete l’educazione del popolo ai problemi
politici è unica.
Nel Partito, ordine di combattenti e di credenti, deve realizzarsi un
organismo di assoluta purezza politica, degno di essere il custode dell’idea
rivoluzionaria.
La sua tessera non è richiesta per alcun impiego od incarico.
6 – La religione della Repubblica è la cattolica apostolica romana. Ogni
altro culto che non contrasti alle leggi è rispettato.
7 – Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa
guerra appartengono a nazionalità nemica.
In politica estera
8 – Fine essenziale della politica estera della Repubblica dovrà essere
l’unità, l’indipendenza, l’integrità territoriale della Patria nei termini
marittimi ed alpini segnati dalla natura, dal sacrificio di sangue e dalla
storia, termini minacciati dal nemico con l’invasione e con le promesse ai
Governi rifugiati a Londra. Altro fine essenziale consisterà nel far
riconoscere la necessità dello spazio vitale indispensabile ad un popolo di
45 milioni di abitanti sopra una area insufficiente a nutrirlo.
Tale politica si adopererà inoltre per la realizzazione di una comunità
europea, con la federazione di tutte le Nazioni che accettino i seguenti
principi fondamentali:
a) eliminazione dei secolari intrighi britannici dal nostro Continente;
b) abolizione del sistema capitalistico interno e lotta contro le
plutocrazie mondiali;
c) valorizzazione, a beneficio dei popoli europei e di quelli autoctoni,
delle risorse naturali dell’Africa, nel rispetto assoluto di quei popoli, in
ispecie musulmani, che, come l’Egitto, sono già civilmente e nazionalmente
organizzati.
In materia sociale
9 – Base della Repubblica Sociale e suo oggetto primario è il lavoro,
manuale, tecnico, intellettuale, in ogni sua manifestazione.
10 – La proprietà privata, frutto del lavoro e del risparmio individuale,
integrazione della personalità umana, è garantita dallo Stato. Essa non deve
però diventare disintegratrice della personalità fisica e morale di altri
uomini, attraverso lo sfruttamento del loro lavoro.
11 – Nell’economia nazionale tutto ciò che per dimensioni o funzioni esce
dall’interesse singolo per entrare nell’interesse collettivo, appartiene
alla sfera di azione che è propria dello Stato.
I pubblici servizi, e di regola, le fabbricazioni belliche debbono venire
gestiti dallo Stato a mezzo di Enti parastatali.
12 – In ogni azienda (industriale, privata, parastatale, statale) le
rappresentanze dei tecnici e degli operai coopereranno intimamente –
attraverso una conoscenza diretta della gestione – all’equa fissazione dei
salari, nonchè all’equa ripartizione degli utili tra il fondo di riserva, il
frutto al capitale azionario e la partecipazione agli utili stessi per parte
dei lavoratori.
In alcune imprese ciò potrà avvenire con una estensione delle prerogative
delle attuali Commissioni di fabbrica, In altre, sostituendo i Consigli di
amministrazione con Consigli di gestione composti da tecnici e da operai con
un rappresentante dello Stato.
In altre, ancora, in forma di cooperativa parasindacali.
13 – Nell’agricoltura, l’iniziativa privata del proprietario trova il suo
limite là dove l’iniziativa stessa viene a mancare. L’esproprio delle terre
incolte e delle aziende mal gestite può portare alla lottizzazione fra
braccianti da trasformare in coltivatori diretti, o alla costituzione di
aziende cooperative, parasindacali, o parastatali, a seconda delle varie
esigenze dell’economia agricola. Ciò è del resto previsto dalle leggi
vigenti, alla cui applicazione il Partito e le organizzazioni sindacali
stanno imprimendo l’impulso necessario.
14 – E’ pienamente riconosciuto ai coltivatori diretti, agli artigiani, ai
professionisti, agli artisti il diritto di esplicare le proprie attività
produttive individualmente, per famiglie o per nuclei, salvo gli obblighi di
consegnare agli ammassi la quantità di prodotti stabiliti dalla legge o di
sottoporre a controllo le tariffe delle prestazioni.
15 – Quello della casa non è soltanto un diritto di proprietà, è un diritto
alla proprietà. Il Partito iscrive nel suo programma la creazione di un Ente
nazionale per la casa del popolo, il quale, assorbendo l'Istituto esistente
e ampliandone al massimo l’azione, provveda a fornire in proprietà la casa
alle famiglie dei lavoratori di ogni categoria, mediante diretta costruzione
di nuove abitazioni o graduale riscatto delle esistenti. In proposito è da
affermare il principio generale che l’affitto – una volta rimborsato il
capitale e pagatone il giusto frutto – costituisce titolo di acquisto.
Come primo compito, l’Ente risolverà i problemi derivanti dalle distruzioni
di guerra, con requisizione e distribuzione di locali inutilizzati e con
costruzioni provvisorie.
16 – Il lavoratore è iscritto d’autorità nel sindacato di categoria, senza
che ciò gli impedisca di trasferirsi in altro sindacato quando ne abbia i
requisiti. I sindacati convergono in una unica Confederazione che comprende
tutti i lavoratori, i tecnici, i professionisti, con esclusione dei
proprietari che non siano dirigenti o tecnici. Essa si denomina
Confederazione generale del Lavoro, della Tecnica e delle Arti.
I dipendenti delle imprese industriali dello Stato e dei servizi pubblici
formano sindacati di categoria, come ogni altro lavoratore.
Tutte le imponenti provvidenze sociali realizzate dal Regime fascista in un
ventennio restano integre. La Carta del Lavoro ne costituisce nella sua
lettera la consacrazione, così come costituisce nel suo spirito il punto di
partenza per l’ulteriore cammino.
17 – In linea di attualità il Partito stima indilazionabile un adeguamento
salariale per i lavoratori attraverso l’adozione di minimi nazionali e
pronte revisioni locali, e più ancora per i piccoli e medi impiegati tanto
statali che privati. Ma perché il provvedimento non riesca inefficace e alla
fine dannoso per tutti occorre che con spacci cooperativi, spacci d’azienda,
estensione dei compiti della “Provvida”, requisizione dei negozi colpevoli
di infrazioni e loro gestione parastatale o cooperativa, si ottenga il
risultato di pagare in viveri ai prezzi ufficiali una parte del salario.
Solo così si contribuirà alla stabilità dei prezzi e della moneta e al
risanamento del mercato. Quanto al mercato nero, si chiede che gli
speculatori – al pari dei traditori e dei disfattisti – rientrino nella
competenza dei Tribunali straordinari e siano passibili di pena di morte.
18 – Con questo preambolo alla Costituente il Partito dimostra non soltanto
di andare verso il popolo, ma di stare col popolo.
Da parte sua, il popolo italiano deve rendersi conto che vi è per esso un
solo modo di difendere le sue conquiste di ieri, oggi, domani ributtare
l’invasione schiavistica della plutocrazia anglo-americana, la quale, per
mille precisi segni, vuole rendere ancora più angusta e misera la vita degli
italiani. V’è un solo modo di raggiungere tutte le mete sociali: combattere,
lavorare, vincere.
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